vanessa fanuele
Memory in progress
Due anni fa, durante un viaggio a Roma, ho fotografato delle scatole che appartenevano a diverse persone. Queste scatole contenevano oggetti di tutte le specie, per la maggiore parte inquietanti, riconoscibili singolarmente ma uniti e raccolti nello stesso contenitore fuggivano alla razionalità. Il contenitore emanava un’atmosfera quasi mistica, identica a quella degli ex-voto che spesso si trovano sulle pareti delle chiese italiane.
Ho così costituito un inventario fotografico sulla memoria individuale, tema che é stato un leitmotiv nel mio lavoro di architetto.
I disegni che presento fanno parte di questa ricerca. Con l’inchiostro e i pastelli, compongo sulla carta come se scavassi il suolo per dissotterrare qualche cosa… una memoria… la mia memoria. Delle emozioni, le mie emozioni. Si possono riconoscere certi oggetti, ma anche delle ossa, degli organi. Potrebbe suggerire una natura morta ma è piuttosto una “natura addormentata” sul punto di svegliarsi e di svelare la sua storia. Delle perle ricoprono spesso le composizioni per ornare gli oggetti di aspetti quasi arcaici e creare un legame vitale fra di loro…
Cerco di sviluppare il mio lavoro in modo che, giorno dopo giorno, attraverso disegni e installazioni, si ponga la domanda della memoria ma anche dei sentimenti, delle ferite, del corpo, cioè dell’intimità.
Gli uomini sono delle scatole nelle quali riposa una memoria che è propria. Questa memoria vive più o meno profondamente ancorata in fondo a loro stessi.
Io la porto verso la luce in modo che mi riveli le sue verità.
Vanessa Fanuele è un architetto italo-francese. Vive e lavora a Parigi.
E’ in corso una sua mostra (dal 15 maggio al 14 giugno) presso la
Galerie Defrost di Parigi
burnin’1
i’m fool to cry
out of this world
twilight furniture
war 1
Filed under: arte, grafica/illustrazione/fumetto, vanessa fanuele | 0 Comments
vilhelm hammershøi
(1864 - 1916)
Discendente di Vermeer o precursore di Hopper? Hammershøi, pittore danese la cui notorietà si consolida negli anni ottanta del XIX secolo, è senza dubbio entrambe le cose. L’intimismo minimalista dei suoi interni così come l’atmosfera inquieta che si sprigiona dal suo apparente rigorismo rappresentano una sufficiente testimonianza.
Hammershøi ha senza dubbio inventato il ritratto di spalle, che va ad aggiungersi ai già esistenti ritratti di viso e di profilo. Questa donna seduta – che potrebbe benissimo essere sia una domestica che una borghese e che non si capisce bene cosa stia facendo – colpisce per l’indifferenza che mostra nei confronti di colui che la sta contemplando. Al personaggio silenzioso corrisponde una gamma molto raffinata di grigi e di marroni, che mostra la profonda sensibilità del pittore per le atmosfere interne. (continua sul sito del Musée d’Orsay)
—
Hammershøi’s oeuvre covers the traditional genres of the periodinteriors, portraits, figure paintings, landscapes and architectural pictures-yet he brings to these subjects a distinctively modern sensibility, which may be seen in the monochromatic surfaces, the tendency toward abstraction, and the sometimes unreal light.
Hammershøi’s modernism is also revealed in his tendency to work in series, or rather, to create variations on a single theme. In the suite of paintings depicting his apartment in the Strandgade, for example, he repeatedly shows half-empty rooms with their sparse inventory-a few select items of furniture, a few pictures on the walls, a fine porcelain bowl-and that’s all. (Anne-Birgitte Fonsmark from Scandinavian Review - via: findarticles)
a woman in an interior
interior with woman
hvile (rest)
dust motes dancing in the sunlight, interior of the artist’s home
> wikipedia <
> artcyclopedia <
> hammershoi.co.uk <
> wwar.com <
Filed under: arte, vilhelm hammershøi | 0 Comments
seripop
generals no4
the high dials get high
youppi cries for the death of a montreal institution
> seripop.com <
> lederniercri.org <
Filed under: arte, grafica/illustrazione/fumetto, seripop | 0 Comments
stefano ricci
Nato nel 1966 a Bologna, dove vive e lavora, Stefano Ricci opera da diversi anni mondo dell’editoria, della stampa periodica e, come grafico, nel mondo del teatro, della danza e del cinema. Dal 1985 i suoi disegni vengono riprodotti su settimanali e riviste quali Frigidaire, PerLui, Avvenimenti, Linea d’ombra, Il manifesto, Esquire, Il Gambero Rosso, Panorama, Internazionale, Telema, Extra, Dolce Vita, Nova Express, Libération, Les Inrockuptibles, Télérama, La Repubblica etc.
Realizza copertine per le case editrici Einaudi e Mondadori. Ha pubblicato diversi libri illustrati: Dottori, Ostaggi nello spazio, il magnifico libro del Signor Tutto, Lamioche, Depositonero/01 centoventi disegni.
Dal 1996 dirige, insieme a Giovanna Anceschi, la rivista “MANO fumetti scritti disegni”. (continua su tricromia.com)
—
Stefano Ricci is the artist of ‘Anita’ (written by Gabriella Giandelli). Since 1985, Stefano Ricci has collaborated on several magazines, such as Frigidaire, Avvenimenti, Esquire, Panorama and Nova Express. In 1989, he published ‘Dottori’, and in 1994, ‘Ostaggi’. In 1995, ‘Don Giovanni’ and ‘Il Magnifico Libro del Signor Tutto’ appeared. One of his short stories. ‘Tufo’, was translated into German and French magazines and selected for the Prix International de la Bande Dessinée in Brussels. In 2000, for the magazine Glamour, ‘Anita’ was created. At the moment, Stefano Ricci is the editor of magazine ‘Mano’, together with Giovanna Anceschi. He lives and works in Hamburg. (from lambiek.net)
> stefanoricci.de <
> galleria d406 <
> tricromia.com <
Filed under: arte, grafica/illustrazione/fumetto, stefano ricci | 0 Comments





























